Se avessi l’occasione di…

Mi sarei avvicinata con reverenziale timore al tuo bianco studio. Avrei guardato ogni colonna, ogni mobile creato da te e poi avrei chiuso gli occhi. Avrei cercato di ascoltare ogni minimo rumore, di assimilarlo nella mia mente, di farne poi una composizione musicale. La musica della tua arte. Saresti stato una persona che avrei guardato con un rispetto, una di quelle persone che, da tanto che ne sei affascinata, non riesci a guardarla negli occhi. Ma, allo stesso tempo, avrei voluto abbracciarti e dirti grazie. Grazie per la propulsivitá della tua Maiastra, dell’ovale perfetto di quel volto che raggiunge la forma primordiale, di quella colonna che punta verso il cielo. Grazie di aver reso un piedistallo non più un mero supporto di un opera d’arte, ma di averlo reso anch’esso importante e parte integrante della scultura che sorregge. Poi mi sarei seduta al tuo tavolo. Ti avrei chiesto di raccontarmi delle storie del tuo popolo. Di come, nonostante lontano dalla tua terra natia, il tuo passato viva forte nel tuo lavoro. Poi tu, magari un po’ scocciato, mi avresti congedata per tornare al lavoro. Di nascosto, ti avrei fatto una foto. Avrei, avrei, avrei… Questo succede solo nei film, di poter andare durante la notte, a conoscere quegli artisti che si sa di loro solo attraverso libri, vecchie interviste e fotografie. Io avrei fatto tutto questo se avessi potuto avere l’occasione di attraversare il tempo. Ogni sera un’artista, scrittore, musicista diverso. Stasera ho scelto te Constantin. Grazie.

“E io sollevai la mano e gli carezzai il volto e ci baciammo e assaggiammo uno la saliva dell’altro e il calore della bocca e il fresco dei denti e io sentii come muoveva la lingua, con più pace di me, e io divenni più lento, ed era esattamente come doveva essere, come il rifugio”
Margaret Mazzantini - Splendore (via mariofiorerosso)

❤️

(via mariofiorerosso-deactivated2014)

:D #new#keyboard#tastiera#ipad#mini#instagram

“Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la porta del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome.”
— "Chiamami con tuo nome" di André Aciman
«Il migliore romanzo che ho letto quest’anno» J. K. Rowling
«L’ho divorato. È incredibile come l’autrice sia riuscita a trasformare  una leggenda antica di mille anni in un’opera letteraria fresca e contemporanea» THE GUARDIAN
«Madeline Miller ha trasformato la più famosa epopea  di guerra in una storia viva, emozionante e sexy» THE INDEPENDENT
«In una prosa limpida e asciutta, come nello stile classico di Omero,  l’autrice ci fa sentire vicini questi fanciulli immortali per i quali ninfe del mare  e centauri non erano leggende ma realtà» THE WASHINGTON POST
«Rovistando tra gli antichi testi greci, la Miller ha creato  un retroscena seducente che aggiunge complessità  all’avventura virile cantata da Omero» VOGUE
—-
Ieri sera, ho finito questo romanzo, divorandolo nel giro di due giorni. Che dire? Amo particolarmente i libri di genere M/M, ma questo ha decisamente il mix ideale che io adoro in un libro: amore, amicizia, passione, combattimenti e, ultimo ma il più importante, mitologia greca. La scrittrice storica Madeline Miller, come ella stessa dice nel suo libro, ha impiegato dieci anni per finire, sistemare e alla fine pubblicare questo capolavoro. Insomma, una vera e propria Odissea. Perchè questo libro mi è piaciuto così intensamente, da dover scrivere un post? Innanzitutto è un libro molto scorrevole e ben scritto. Gli accenni storici si vede che sono ricercati nei minimi particolari, rispettati e si intuisce che dietro vi è stata una ricerca minuziosa.
Partiamo dalla trama. Ci si aspetterebbe, leggendo il titolo, che il protagonista indiscusso narrante sia il prode e valoroso guerriero Achille, il semidio dal piè veloce. Ed invece, ecco la prima cosa che mi ha fatto aprezzare questo libro, il narattore è Patroclo, il principe esiliato. Il giovane ci offre il suo punto di vista, narrandoci la sua storia e quella di Achille, partendo dalla loro infanzia, fino alla loro crescita in adulti e, purtroppo alla loro tragica morte. Ci narra il loro primo incontro, a come il giovane Pelide lo scelse come suo Therapon, un compagno d’armi legato a un principe da un giuramento di sangue e amore; al loro addestramentro presso il maestro centauro Chirone, a stretto contatto con la natura; alla loro prima notte d’amore.
Insomma, è un libro che consiglio vivamente a tutti coloro che amano la mitologia e che hanno sempre sperato di trovare una lettura che aprofondisse il legame di amicizia e d’amore che Omero non ha mai esplicitamente descritto, ma che era piuttosto sottointesa.
Buona Lettura! ;)

«Il migliore romanzo che ho letto quest’anno»
J. K. Rowling

«L’ho divorato. È incredibile come l’autrice sia riuscita a trasformare
una leggenda antica di mille anni in un’opera letteraria fresca e contemporanea»
THE GUARDIAN

«Madeline Miller ha trasformato la più famosa epopea
di guerra in una storia viva, emozionante e sexy»
THE INDEPENDENT

«In una prosa limpida e asciutta, come nello stile classico di Omero,
l’autrice ci fa sentire vicini questi fanciulli immortali per i quali ninfe del mare
e centauri non erano leggende ma realtà»
THE WASHINGTON POST

«Rovistando tra gli antichi testi greci, la Miller ha creato
un retroscena seducente che aggiunge complessità
all’avventura virile cantata da Omero» VOGUE

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Ieri sera, ho finito questo romanzo, divorandolo nel giro di due giorni. Che dire? Amo particolarmente i libri di genere M/M, ma questo ha decisamente il mix ideale che io adoro in un libro: amore, amicizia, passione, combattimenti e, ultimo ma il più importante, mitologia greca. La scrittrice storica Madeline Miller, come ella stessa dice nel suo libro, ha impiegato dieci anni per finire, sistemare e alla fine pubblicare questo capolavoro. Insomma, una vera e propria Odissea. Perchè questo libro mi è piaciuto così intensamente, da dover scrivere un post? Innanzitutto è un libro molto scorrevole e ben scritto. Gli accenni storici si vede che sono ricercati nei minimi particolari, rispettati e si intuisce che dietro vi è stata una ricerca minuziosa.

Partiamo dalla trama. Ci si aspetterebbe, leggendo il titolo, che il protagonista indiscusso narrante sia il prode e valoroso guerriero Achille, il semidio dal piè veloce. Ed invece, ecco la prima cosa che mi ha fatto aprezzare questo libro, il narattore è Patroclo, il principe esiliato. Il giovane ci offre il suo punto di vista, narrandoci la sua storia e quella di Achille, partendo dalla loro infanzia, fino alla loro crescita in adulti e, purtroppo alla loro tragica morte. Ci narra il loro primo incontro, a come il giovane Pelide lo scelse come suo Therapon, un compagno d’armi legato a un principe da un giuramento di sangue e amore; al loro addestramentro presso il maestro centauro Chirone, a stretto contatto con la natura; alla loro prima notte d’amore.

Insomma, è un libro che consiglio vivamente a tutti coloro che amano la mitologia e che hanno sempre sperato di trovare una lettura che aprofondisse il legame di amicizia e d’amore che Omero non ha mai esplicitamente descritto, ma che era piuttosto sottointesa.

Buona Lettura! ;)